Cure · 6 min
Come si cura la parodontite con il laser
Dott. Nicola Mauro · 29 settembre 2026
Per molti anni la parodontite avanzata è stata trattata soprattutto con la chirurgia. Oggi, nella maggior parte dei casi, è possibile curarla con un approccio non chirurgico che unisce la precisione del microscopio operatorio all'azione del laser.
Il principio: eliminare l'infezione alla radice
La parodontite è causata da batteri che colonizzano le tasche tra dente e gengiva. La cura punta a rimuovere tartaro e placca sotto gengiva e a ridurre drasticamente la carica batterica, così che i tessuti possano guarire.
Il ruolo del microscopio operatorio
Il tartaro sotto gengiva si rimuove meccanicamente. Il microscopio permette di vedere con grande ingrandimento e di lavorare con precisione, in modo delicato e senza bisturi.
Tre lunghezze d'onda, tre compiti
- 450 nm (luce blu): lavora con precisione sui tessuti molli infiammati e favorisce la coagulazione, riducendo il sanguinamento.
- 635 nm (luce rossa): attiva la terapia fotodinamica antibatterica e ha un effetto biostimolante, che aiuta a calmare l'infiammazione e accelerare la guarigione.
- 808 nm (vicino infrarosso): penetra in profondità nelle tasche parodontali, riduce la carica batterica e ha un'azione analgesica.
Il protocollo, passo dopo passo
- Diagnosi: sondaggio parodontale, eventuali radiografie ed esami per definire il piano di cura.
- Terapia: Full Mouth Disinfection laser-assistita, che tratta tutta la bocca come un unico ambiente, anche in un'unica seduta quando indicato.
- Controlli: a 10-15 giorni e rivalutazione a circa 2 mesi.
- Mantenimento: sedute periodiche, in genere 3-4 volte l'anno, per mantenere i risultati nel tempo.
Fa male?
Il trattamento è minimamente invasivo. Quando serve si usa un'anestesia locale delicata e, dopo la seduta, i fastidi sono di solito lievi: un po' di sensibilità che si attenua in pochi giorni.
Quali risultati aspettarsi
Già nelle prime settimane sanguinamento, gonfiore e alitosi tendono a ridursi. Nei casi indicati, in un ambiente finalmente pulito, i tessuti possono stabilizzarsi e in alcuni difetti ossei si può osservare anche una rigenerazione. Ogni caso va valutato con una visita accurata.
Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una visita specialistica.
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